Il lavoro notturno incrementa il rischio di aborto spontaneo

L'importanza della melatonina

14 maggio 2019 alle ore 20:00

Uno studio prospettico, pubblicato su Occupational &Environmental Medicine, ha dimostrato che, dopo otto settimane di gravidanza, le donne che lavorano di notte, due o più volte a settimana, hanno un maggiore rischio di andare incontro ad aborto spontaneo.

Per chi lavora di notte, infatti, il fallimento di gravidanza è più probabile di circa il 32%, rispetto a chi è avvezzo a lavorare solo di giorno.

Il meccanismo responsabile di tale fenomeno non è ancora del tutto chiaro. Pare, però, che la luce a cui sono esposte le donne, durante il lavoro notturno, interrompa il loro ritmo circadiano.

Si assiste ad una riduzione del rilascio di melatonina, fondamentale nell’aumentare la probabilità di successo di una gravidanza.

Così, se proprio non si può fare a meno di lavorare quando si è incinte, meglio farlo di giorno che di notte, cercando di ridurre al minimo la fatica fisica, e salvaguardando la salute sia della mamma che del bambino.


Dalla fonte: L. Moelenberg Begtrup et al., 2019. Night work and miscarriage: a Danish nationwide register-based cohort study